Vespasiano e la tassa sull'urina a Roma

Vespasiano e la tassa sull'urina a Roma

L'urina raccolta dagli orinatoi pubblici di Roma, veniva venduta come ingrediente per vari processi chimici, utilizzato per l'abbronzatura e per il bucato come fonte di ammoniaca per pulire e sbiancare le vesti di lana. L'imperatore Vespasiano osservò che poteva approfittare dell'occasione per riscuotere le tasse e così si accordò.

Lo storico romano Svetonio riferì che quando il figlio di Vespasiano, Tito, si lamentò con suo padre della natura sgradevole della tassa, suo padre gli mostrò una moneta d'oro e gli chiese se fosse offeso dal suo odore. Tito ha detto di no e in quel momento Rispose Vespasiano «Tuttavia, si tratta di urina«.

Oggi la frase «Pecunia non olet» (il denaro non puzza) Dire che il denaro non è contaminato dalle sue origini e il nome Vespasiano è usato ancora oggi per designare orinatoi pubblici in Francia (vespasiennes), Italia (vespasiani) e Romania (vespasiene).

Dopo gli studi di Storia all'Università e dopo molte prove precedenti è nato Red Historia, un progetto che è emerso come mezzo di divulgazione dove si possono trovare le notizie più importanti di archeologia, storia e scienze umane, oltre ad articoli di interesse, curiosità e molto altro. Insomma, un punto d'incontro per tutti dove condividere informazioni e continuare ad apprendere.


Video: Riassunti di Storia. Tito, Imperatore romano